Palio di San Nicola - Sirolo

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il Palio

Il Palio di San Nicola di Sirolo è costituito da due disfide:

Disfida delle Contrade

È una staffetta tra i componenti delle singole squadre.
La disfida tra contrade prende spunto:

    1. dalla vita del santo con particolare a uno dei suoi miracoli: si narra che un cittadino di Patara aveva perduto ogni suo avere, e le sue tre figlie, prive di dote, non potevano trovare marito, per cui erano destinate alla prostituzione. Avendo udito ciò, Nicola prese una borsa d'oro e la gettò nottetempo attraverso la finestra della casa dell'uomo; con tale somma la figlia maggiore potè sposarsi. Il santo si comportò poi ugualmente con le altre due figlie salvandole dal loro destino.
      Proprio in relazione a questo “miracolo” San Nicola viene spesso rappresentato con tre monete (o globi) d’oro in mano.
    2. dall’esistenza nell’antico castello di Sirolo della cisterna di San Nicola che gli Statuti obbligavano a tenere piena: “Che nisuno habitante del castello possi andare a cavare acqua alla cisterna di S. Nicolò”

Disfida della Canaja
(riservata ai ragazzi dai 10 ai 13 anni)

La disfida prende spunto dalla leggenda dei “Tre bambini e dell’Oste”
Secondo una versione, il fatto sarebbe accaduto mentre Nicola si recava al concilio di Nicea. Fermatosi ad un’osteria, gli fu presentata una pietanza a base di pesce, almeno a quanto diceva l’oste. Nicola, divinamente ispirato, si accorse che si trattava invece di carne umana. Chiamato l’oste, espresse il desiderio di vedere come era conservato quel “pesce”. L’oste lo accompagnò presso due botticelle piene della carne salata di tre bambini da lui uccisi. Nicola si fermò in preghiera ed ecco che le carni si ricomposero e i bambini saltarono allegramente fuori dalle botti. La preghiera di Nicola spinse l’oste alla conversione, anche se in un primo momento questi aveva cercato di nascondere il suo misfatto.

 


 

la Storia di San Nicola

San Nicola (Patara 15 marzo 270 d.C. - Myra 6 Dicembre 343 d.C) è da sempre tra i santi più amati al mondo; patrono di Grecia, Russia, Finlandia, Berlino, Oslo, Bari, Lecce, Sassari e Sirolo. E’ protettore dei giovani, dei naviganti, dei bambini, degli sposi e dell’acqua.

Prodigi e miracoli

Sin da piccolo Nicola era un bambino speciale: si narra che, ancora
lattante, riuscisse a digiunare, dosandosi il latte dal seno materno il
mercoledì e il venerdì. Erede di un patrimonio lasciatogli dai genitori
morti prematuramente, fin da giovane iniziò a donare ai poveri, agli
ospedali, ai giovani ed ai bambini.

Ben nota la storia in cui Nicola donò, senza farsi riconoscere, tre monete d’oro a tre ragazze in stato di povertà così che si potessero sposare.

Si narra, inoltre, l’avvento di una terribile carestia che colpì la città di Myra e l’intervento di San Nicola che con una manovra straordinaria riuscì a compiere il miracolo: la città si ritrovò all’improvviso con i granai pieni riuscendo a sopravvivere alla carestia durata diversi anni.

Nicola divenne vescovo di Myra, partecipò al consiglio di Nicea nel
325, dove con grande forza condannò l’arianesimo, difendendo l’ortodossia e il cattolicesimo.

Le reliquie

Alcune navi baresi recuperarono da Myra le reliquie del santo, ad oggi conservate nella cattedrale di San Nicola a Bari.

La data della traslazione fu il 9 maggio 1087.

San Nicola è diventato così popolare che nel corso degli anni ha assunto il nome di “santo porta doni”, ispirando le figure di Babbo Natale e Santa Claus.

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